Rivista

Un altro inizio
La riflessione sull’animale attraversa tutta la storia del pensiero occidentale in forme più o meno benigne e con effetti più o meno mortiferi. Non pretendiamo certo di essere i primi a constatare come, nei millenni che segnano i poderosi e inattesi sviluppi della civiltà, la sorte della vita non umana sia stata segnata da una brutalità e da una spietatezza che si lasciavano anticipare già dallo sguardo con cui gli umani hanno sempre eluso la morte degli altri animali. Voci contrarie, per quanto impotenti e isolate, si sono sempre sollevate a difesa di quelle vite, restituendo così agli umani almeno la dignità di una pietas di cui l’intera storia sembra aver lavorato per estirparne ogni residua traccia. È sul solco di questa protesta, che non ha cessato di qualificarsi come “etica”, che negli ultimi due secoli sono sorte nell’opinione pubblica diverse tendenze, per lo più etichettate come “movimenti per i diritti animali”, che hanno iniziato con difficoltà ad affrancarsi dalla minorità sociale e culturale cui erano relegate e che le ha portate ad elaborare, da trent’anni a questa parte, i primi tentativi di fondazione teorica di un’etica e, più in generale, di un pensiero radicalmente non antropocentrico.

È sulla scia di questa tradizione di pensiero ormai consolidatasi che nasce la rivista Liberazioni. Frutto dell’incontro tra personalità ed esperienze differenti che hanno intessuto un dialogo costante e duraturo con le molteplici realtà del panorama antispecista italiano e internazionale, la rivista si pone come ideale prosecuzione di un dibattito teorico di cui il lettore potrà trovare ampia documentazione nell’archivio storico del sito www.liberazioni.org. Tale dibattito non ha inteso solo estendere la lingua franca dell’antispecismo classico (intendendo con tale espressione i problemi teorici e pratici identificati e discussi nelle opere di Peter Singer e di Tom Regan), introducendo in esso concetti e strategie discorsive eccentriche rispetto all’orizzonte proprio della tradizione filosofica di matrice anglosassone – dall’hegelo-marxismo alla fenomenologia e all’ermeneutica, dal pensiero della differenza al postumanismo –, ma ha anche inteso porsi sul terreno di una “teoria della prassi” e di una “prassi teoretica” in grado di produrre, sul piano dell’azione, soluzioni alternative a quelle seguite finora dai gruppi che si rifanno, in modo più o meno esclusivo, all’ideale della lotta contro lo specismo.

Assumendo la forma della rivista cartacea e periodica Liberazioni intende quindi continuare a contribuire a questo dibattito in una direzione e nell’altra. Si tratterà, allora, di formulare nuove proposte teoriche per l’antispecismo o di identificarne di valide nell’orizzonte crescente degli Animal Studies, proponendole al lettore italiano tramite traduzioni e recensioni. D’altro canto, si proseguirà il discorso di chiarificazione delle strategie che l’azione può e potrà opporre a quel dominio sulla natura che, mai come oggi, svela il suo abissale fondo di insensatezza. Parallelamente a tutto questo, si tenterà infine di instaurare, per quanto possibile, un dialogo con quelle realtà che, pur ponendosi come antagoniste o critiche verso l’attuale sistema di dominio, non hanno ancora preso in considerazione, per negligenza propria o per la scarsa chiarezza delle istanze politiche dell’attuale movimento antispecista, la cosiddetta “questione animale” con tutte le sue innumerevoli diramazioni all’interno di quei discorsi impegnati ad elaborare una visione più benigna dell’umano.
Liberazioni intende così aprire filoni di ricerca originali nell’ambito delle riflessioni che ruotano attorno al plesso teorico definito con il termine di “antispecismo”, riflessioni che abbiano lo spessore e il respiro adeguati all’altezza della posta in gioco, senza l’ansia di una risposta spicciola e di soluzioni facili. Nel far questo, la rivista non rinuncerà mai alla volontà di contribuire ad un cambiamento radicale nei rapporti tra i viventi, evitando di condannarsi agli scacchi di un’insufficiente capacità di individuare le molteplici realtà e figure del dominio.

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