In morte di Aisha, lacrime di coccodrillo per un’ippopotama – di Serena Contardi

ippopotamo

Articolo scaricabile dal n.20 di Liberazioni, in uscita in questi giorni:

 

 

 

 

 

In morte di Aisha, lacrime di coccodrillo per un’ippopotama

di Serena Contardi

È per questo potere che è la vita, questo ritardo.
Questi mazzi di fiori non portati, poi in un sol colpo in morte consegnati.
Quanti fiori!
(Patrizia Cavalli)
Sabato 27 dicembre 2014, Aisha, un ippopotamo femmina di quindici tonnellate di peso, viene investita sulla Strada Provinciale 361 che porta da Villa Potenza a Montecassiano, in provincia di Macerata. Fuggita dal circo attendato in zona in circostanze non chiare, muore sul colpo.
L’indomani, la fotografia del suo grande corpo avvolto in un telone bianco e arancione campeggia su tutti i giornali, che immediatamente avvalorano la tesi del “blitz animalista finito in tragedia”, sostenuta a gran voce dall’addestratore Moreno Montemagni del Circo Orfei. Improvvisamente, il miracolo. Sotto gli occhi di tutti, un cadavere degno di indignazione per la sua morte violenta e precoce, un cadavere degno di lutto. Un cadavere che non si fatica a chiamare cadavere, che sembra persino improprio chiamare carcassa, dimenticando per un attimo la sacra distanza. Che sia quel telo calato per ragioni igieniche e di protocollo, che sia la rabbia verso gli incoscienti che si sarebbero resi colpevoli della disgrazia… tutti sembrano realmente dispiaciuti per Aisha. La preoccupazione per l’umano che l’ha travolta è una reazione secondaria[1]. Fortunatamente, ne è uscito solo lievemente ferito.
Non è impensabile che Aisha sia stata liberata da animalisti, ma è ben lungi dall’essere certo.

[continua…]

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