Perché un maiale? Un nudo sdraiato svela le interconnessioni tra razza, sesso, schiavitù e specie – di Carol J. Adams

 

Dal numero 13 di Liberazioni:

 

La vista reifica e domina più degli altri sensi. (L. Irigaray)

Chi è questa odalisca dal ventre giallo, ignobile modella ripescata da chissà dove? (Un critico alla vista dell’Olympia di Manet)

Diversi saggi recenti hanno analizzato la tradizionale rappresentazione occidentale della bellezza femminile, della disponibilità sessuale delle donne e delle modalità con cui vengono immortalate nella posa del “nudo sdraiato”. Nonostante si sia notevolmente sviluppata nel corso del XX secolo, la teoria critica non ha mai preso in esame il modo in cui questa tradizione ha travalicato l’ambito del corpo umano. In questo saggio, torno ad analizzare un’immagine che mi ha tormentato per 30 anni per utilizzarla come esempio del modo in cui il nudo sdraiato è stato imposto al corpo altrimenti-che-umano. Ritengo, infatti, che la teoria culturale, quando intende analizzare le rappresentazioni razziali e sessuali senza isterilirsi, dovrebbe riflettere sulle gerarchie e sugli assetti di specie. Essa, al contrario, non discute quanto i giudizi relativi al sesso e alla razza, che continuano a essere imposti sul corpo altrimenti-che-umano, siano retrogradi e oppressivi, e sul fatto che sfuggono al controllo che verrebbe esercitato nel caso che fosse il corpo umano a essere rappresentato. Scopo di questo saggio è di provare a mettere in questione questo assunto, analizzando l’immagine qui riprodotta.

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